La natura sotto un’altra lente - Ursus Adventures
Vioz dal Doss
21 Marzo 2022

La natura sotto un’altra lente

In questo articolo parliamo di:
21 Marzo 2022

La natura sotto un’altra lente

 

Camminare in montagna e scattare fotografie sono da sempre andate a braccetto.

Agli albori dell’alpinismo d’alta quota, uno dei metodi con cui si poteva affermare di aver raggiunto per la prima volta la vetta di una montagna era proprio grazie ad una fotografia.

Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay arrivarono in cima alla montagna più alta della terra e fin lassù portarono anche una Kodak Retina (e non si fecero nemmeno un selfie).

La foto (colorizzata) fatta da Hillary a Norgay in cima all’Everest

Con gli anni le macchine fotografiche si sono rimpicciolite, dai rullini si è passati agli smartphone e dall’album fotografico siamo arrivati alla bacheca (o feed) dei social. 

Ormai lo possiamo vedere tutti: andare in montagna, ma più in generale qualsiasi esperienza outdoor, sembra sia indissolubilmente collegata al dover essere immortalata. Ma non tanto per essere poi ricordata da noi stessi, ma per essere poi condivisa con il web.

Non siamo qui a fare la morale ovviamente, anche noi siamo partecipi di questa pratica e anche a noi piace condividere online le nostre avventure: però siamo certi di poter dire che abbiamo le idee chiare. Per noi le esperienze vengono prima. Le facciamo con l’intenzione di viverle in prima persona, come un arricchimento personale, con una certa intimità. Poterle condividere, “fare la foto figa” diventa sicuramente un qualcosa di secondario.

Nella maggior parte delle esperienze che proponiamo cerchiamo sempre di lasciare chi le prova in una totale immersione esperienziale: qualcuno del nostro team si occuperà di immortalare qualche momento per poi lasciarlo al cliente. Inoltre, ad essere sinceri, durante alcune di queste è impossibile scattare fotografie o riprendere video (se non con action cam).

Tuttavia per alcune esperienze non è così.

È il caso del trekking.

 

Il Fototrekking

Ci siamo accorti infatti che durante questa attività, la maggior parte dell’attenzione era rivolta allo scattare fotografie ininterrottamente (o quasi), senza prestare attenzione al paesaggio, alle piante, alle tracce, ai suoni, agli odori. Per quanto ci sembrasse uno spreco, non potevamo di certo proibire di usare il telefono. Così abbiamo trovato una soluzione, il fototrekking.

Visto che ormai la gran parte di chi si avvicina al mondo della montagna vuole scattare delle foto al meglio abbiamo deciso di focalizzarci proprio su questo: se si devono fare delle foto tanto vale farle bene ma soprattutto capendo cosa si sta fotografando.

Per fotografare alcuni animali sarà fondamentale conoscerne le abitudini e i comportamenti: la conoscenza è chiave per riuscire a scattare la foto perfetta

L’attività di fototrekking sarà fatta insieme a Mirko Sotgiu, accompagnatore di media montagna ma soprattutto esperto fotografo naturalista e videomaker di professione. Durante il trekking si occuperà di raccontarvi tutti i segreti (o quasi) della montagna e poi saprà darvi dei consigli utilissimi per catturare quei momenti.

Per questa nuova avventura abbiamo pensato a varie alternative, a seconda della stagione: in primavera, con lo scioglimento della neve, sarà possibile seguire le tracce dell’orso all’interno dei boschi del Parco Naturale Adamello-Brenta, in estate con le giornate più lunghe sarà possibile camminare fino al calar del sole per poter scattare foto di tramonti indimenticabili e conoscere le cime che abbracciano la Val di Sole, oppure addentrarsi nel Parco Nazionale dello Stelvio per ammirare gli animali nel loro habitat più selvaggio mentro verso fine estate sarà possibile conoscere il regno del cervo durante la il periodo degli amori. 

cervo in val di sole

Durante il bramito del cervo ci sarà la possibilità di immortalare il più maestoso animale dell’arco alpino

Per tutto l’anno inoltre sarà disponibile un’avventura su misura che potrà essere fatta in solitaria, ma pur sempre accompagnati da una guida, dove immergersi completamente nel mondo selvaggio che circonda il nostro centro.

Come abbiamo detto nel titolo, il fototrekking è nato come un esperimento, un matrimonio tra due modi di vivere l’outdoor: non vogliamo abbandonare o escludere la parte fotografica da un’esperienza, ma anzi, rendendola la parte principale dell’attività svolgerà da innesco per accendere il fuoco della curiosità.

E poi diciamolo, meglio una foto fatta bene che 100 foto fatte male.

#FOLLOWTHEURSUS

 

Autore del post

nicolo

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